Brochure formazione 24_10_2010
CONTRIBUTI ALLA LETTERA
Vi ricordiamo che la Lettera END è lo strumento nazionale di comunicazione del Movimento, per il 2010/2011 il piano redazionale è il seguente:
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LETTERA N° |
CONTRIBUTI ENTRO |
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162: Dalla brocca alla sorgente : “Lasciò la brocca” (Gv 4) |
14/01/11 |
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163:Dal pozzo alla Città: “Andò in città” |
17/03/11 |
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164:Dall’incontro alla testimonianza: “Venite a vedere…” |
19/05/11 |
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165:Dai pregiudizi alla convivialità: “lo pregarono di fermarsi…” |
28/07/11 |
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166: Dall’annuncio alla professione della fede: “Molti credettero..” |
10/11/11 |
Il nostro Settore dovrà preparare almeno due contributi per la lettera 165.
DIFFUSIONE – INFORMAZIONE -PILOTAGGIO
Vi ricordiamo che la diffusione del Movimento è affidata a tutti gli équipiers: raccontate ai vostri amici e conoscenti la bellezza e la ricchezza del dono di far parte delle END.
CALENDARIO 2010/11
PROSSIMI INCONTRI COMUNITARI
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12 dicembre |
1^Giornata di Settore “Siamo lettera di Cristo testimoni del suo amore” |
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16 gennaio |
Equipes miste presso P.Silvio Sgrò |
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26-27 marzo |
Ritiro -dai pregiudizi alla convivialità- “lo pregarono di fermarsi” |
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Dal 26 al 30 aprile |
Sessione primaverile |
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29 maggio |
2^Giornata di Settore “Alleanza familiare: nuovi stili di vita per una educazione alla speranza” |
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dal 17 al 19 Giugno |
Equipe Regione presso il Settore Sicilia A |
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Dal 17 al 21 Agosto |
Sessione Nazionale |
Le iniziative che il Movimento organizza servono soprattutto a favorire lo scambio della ricchezza che esiste in ogni coppia delle nostre équipes.
Impegniamoci perché almeno una coppia di ogni equipe partecipi alle sessioni ed ai ritiri.
EQUIPES NOTRE DAME
SETTORE SICILIA A
ANNO 2010 – 2011
VERSO UNA "NUOVA"
COMUNICAZIONE
L’ultima evangelica icona sulla quale siamo chiamati a riflettere e a confrontarci per delle scelte serie ed impegnative è quella della donna di Samaria nel suo incontro con Gesù al pozzo di Sicar, quando…
“Lasciò la brocca, andò in città e disse…”
(Gv 4,28) è la frase di riferimento per quest’anno, in cui il
tema è una possibile nuova comunicazione, intesa come la
necessità di farci strumenti di annuncio credibili e motivati.
L’aggettivo “NUOVO” era ed è molto importante. Vuole indicare il
bisogno che hanno tutti i Cristiani di sentirsi nuovamente
capaci di segni concreti, di una radicalità evangelica
autentica, non ostentata e fondamentalista, ma coraggiosa e
testimoniata.
Sentiamo che c’è bisogno di ridurre la distanza tra quello che
professiamo e i nostri stili di vita quotidiani, perciò
percorreremo idealmente il tragitto dal pozzo alla città,
ascoltando voci, proposte, esperienze e riflessioni nella
convinzione che, se è vero che siamo un movimento di formazione,
questo non significa che siamo comparse passive della Storia.
Sulla strada dal pozzo alla città ci sono tutti i luoghi ed i
momenti in cui la fede in Gesù Cristo incontra la vita
quotidiana delle persone, trasformandola.
Come di consueto abbiamo desiderato “leggere” la realtà dell’esistenza da vari punti di vista:
- Comunicare in coppia
Cosa può fare concretamente una coppia quando incontra Gesù al
pozzo della propria esistenza, e scopre l’acqua che dà vita?
Quali scelte concrete di cambiamento rispetto alla chiamata a
“lasciare la brocca” e all’annuncio del sacramento matrimoniale
e del Vangelo?
- Comunicare fra generazioni
Dal pozzo di Sichar alla città di oggi: lo stesso annuncio?
Confronto tra coppie di generazioni diverse su come la
spiritualità del matrimonio può orientare la vita.
- Comunicare nella comunità
Le équipes, la Chiesa, la società, il mondo: dal pozzo delle
diversità e delle differenze, alla città dell’integrazione e
della solidarietà.
PERCORSO DI FORMAZIONE
La “conversione” della Donna dà origine, come a cascata, a una serie di “passaggi”, di ulteriori “conversioni”, che saranno oggetto di riflessione nelle giornate di formazione :
· “Lasciò la brocca”
La Samaritana riconosce, nell’estraneo incontrato presso il pozzo, il Signore, la fonte dell’amore, il fine ultimo di tutti i suoi desideri.
Ora lei è ripiena, traboccante di gioia e, prima di andare in città a chiamare la gente, “lasciò la brocca”. Noi sposi siamo chiamati a dare spazio all’Infinito, non mediante gesti straordinari, ma vivendo la quotidianità “straordinariamente”.
“La vita cristiana integrale non è solamente adorazione, lode, ascesi, sforzo di vita interiore. E’ altresì servizio di Dio nel posto da lui assegnato: la famiglia, la professione, la città, la società, ecc.” (Enri Caffarel).
· “Andò in città”
<Ora è necessario un passo ulteriore. E' dunque importante lasciare la quiete della stanza, per salire fin sopra i tetti della casa e contemplare il "villaggio globale”. Il Signore non ci ha fatto cristiani soltanto per proteggere la nostra fede, per difendere quanto possediamo, ma soprattutto per rendere testimonianza della speranza che è in noi.> (Card.Martini, Il lembo del mantello)
La comunicazione autentica è interpersonale, fa appello all'altro che la riceve.
E’ per questo che la Samaritana corre verso la città, ma ci arriva percorrendo una strada nuova.
Parte dalla città con tutto il suo fardello da peccatrice e ci ritorna trasformata, appagata nella sua sete più profonda, per fare appello, per farsi annuncio. Le crederanno?
Alla “teologia della narrazione”, dobbiamo saper accompagnare una “teologia della città” connessa alla necessità di discernimento, alle scelte e responsabilità sociali dei singoli credenti, ma anche alla rilettura dell’essere Chiesa.
· “Venite a vedere. Mi ha detto tutto quello che ho fatto” (Gv 4,29)”
La testimonianza si fa “vocazione”, chiamata alla condivisione.
Si sente spinta a chiamare la gente della città perché tutti incontrino il Messia. Va verso la folla per dire quello che aveva sempre nascosto, ma che tutti sapevano. Li porta a fare il passo della fede. Poi, fatta la sua testimonianza, la donna si tira da parte. Così diventa la figura della comunità missionaria, chiamata a mostrarsi per lasciar trasparire Gesù.
· Dai pregiudizi alla convivialità. E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregarono di fermarsi con loro ed Egli vi rimase due giorni” (Gv. 4, 40).
La risposta è quella di un’intera Città che accetta di mettersi in cammino verso Cristo, il Messia.
E’ un cammino che deve registrare il superamento di ogni pregiudizio, con il felice esito di un appello della stessa Città alla convivialità (delle differenze): “Lo invitarono a fermarsi da loro”.
C’è sempre un pregiudizio da vincere, da superare, per avere un’occasione di dialogo, di comunione, perché il pellegrinaggio più faticoso – come diceva don Tonino Bello - è quello che porta l’uomo dalla periferia al centro del proprio cuore per la riconciliazione con se stesso, con il fratello, con Dio nel quotidiano.
In un’epoca in cui si dà spazio solo allo sviluppo economico e al progresso tecnologico, bisogna saper ritrovare il bene comune, la convivialità delle differenze, “il senso della misura, dell’equilibrio e dell’armonia, del benessere sobrio” (I.Illich), per imparare a dividere con, ma soprattutto a vivere con gli esseri umani, senza nessuna distinzione, perché tutti sono degni di sedere a mensa con Lui.
· “Molti credettero alla sua parola e dicevano alla donna: - Non è più per la tua parola che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il Salvatore del mondo”(Gv 4, 41-42).
Solo con una fede salda e sicura possiamo essere testimoni credibili e diventare annuncio per poter accompagnare in modo sincero e discreto chi ci vive accanto per una professione di fede libera ed autonoma.
Una fede adulta che diventa il modello per la fede degli “altri” adulti.
Equipes Notre Dame - Settore Sicilia A